L’habitat permette l’insediarsi di numerose specie di vertebrati ed insetti, tra cui molte specie di farfalle. Numerosi sono i mammiferi presenti lepri, ricci, talpe, scoiattoli, ghiri, volpi, caprioli, cinghiali, cervi.
Sono diffusi uccelli legati ad ambienti boschivi come merli, picchi, fringuelli, gazze, poiane, falchi ghiandaie, gheppi, gufi e assioli.
Tra i rettili vi sono lucertole, orbettini e bisce.
Uccelli
Fam. Corvidi / Garrulus glandarius / Ghiandaia

Fam. Corvidi / Garrulus glandarius / Ghiandaia
Fam. Corvidi / Garrulus glandarius / Ghiandaia
Diffusione e habitat: è diffusa in Europa, Asia, Africa nord-occidentale. Abita in campagne alberate, frutteti, boschi, parchi, giardini alberati.
Identificazione: le parti superiori sono bruno-rossiccio con il groppone e il sottocoda bianchi. Il capo è biancastro con una cresta erettile di piume bianche e nere e sulle guance bruno-rosate sono presenti due mustacchi neri; il collo è dello stesso colore delle guance e le aree ventrali sono bianche, mentre petto e fianchi hanno una tinta bruno-rosata. Le ali hanno una macchia bianca e le copritrici vistosamente barrate di nero e di blu; la coda è nera. I due sessi sono simili e il giovane ha la livrea più opaca e manca della cresta. La lunghezza è di 35cm, l’apertura alare di 55 cm e il peso varia da 125 a 200 g.
Comportamento: la dieta è costituita dal 70% di vegetali, soprattutto ghiande, frutti del faggio, bacche e frutti. Il rimanente 30% è di origine animale. È una specie stanziale che in caso di difficili condizioni climatiche può compiere erratismi. È vivace e chiassosa e vive volentieri in compagnia dei propri simili, dimostrandosi scontrosa con le altre specie di uccelli o animali. La ghiandaia ha la prerogativa di imitare le voci di altri uccelli. È curioso il suo comportamento di appoggiarsi ai formicai usando le formiche per pulire il piumaggio.
In primavera, la femmina per manifestare la propria disponibilità nei confronti di un compagno si inchina con il becco aperto, come fanno i piccoli quando richiedono cibo. Le coppie formatesi si isolano e diventano silenziose. I due compagni costruiscono insieme il nido a 2-5 m di altezza o anche meno. Da aprile a maggio la femmina depone 5-6 uova, brunastre con fine punteggiatura, e le cova da sola per 16-17 giorni. Durante l’anno si ha una sola covata.
La ghiandaia si rivela utile all’economia forestale per l’abitudine di nascondere i semi che spesso dimentica o non riesce a trovare contribuendo alla diffusione delle piante.
Fam. Accipritidi / Buteo buteo / Poiana

Fam. Accipritidi / Buteo buteo / Poiana
Fam. Accipritidi / Buteo buteo / Poiana
Diffusione e habitat: diffusa in Europa, Asia centro-settentrionale. In Italia è presente nella penisola e in Sicilia con la forma nominale Buteo buteo, mentre in Sardegna vive la sottospecie Buteo buteo arrigonii, di dimensioni minori e più scura. Vive in boschi e campagne alberate per quanto riguarda la nidificazione, mentre gli ambienti aperti sono adatti per la caccia.
Identificazione: la colorazione è molto variabile, in quanto il piumaggio può avere dominanti chiare o molto scure. La tinta più comune è marrone nelle parti superiori e fulvo-biancastro, barrato o punteggiato di bruno, nelle parti inferiori. La testa è tonda con un becco corto e adunco. L’iride è gialla, come pure gialle sono le zampe munite di robusti artigli. Maschio e femmina sono simili, ma quest’ultima è di dimensioni leggermente maggiori; i giovani non si differenziano molto dagli adulti. La lunghezza è di 51-57 cm, l’apertura alare di 115-135 cm e il peso oscilla dai 600 ai 1200 g.
Comportamento: è un rapace diurno che caccia principalmente in zone aperte dove da un posatoio osserva il passaggio delle sue vittime. La poiana caccia anche scrutando il terreno con voli bassi e radenti; a volte è possibile scorgerla in cielo mentre sorvola i campi con ampi cerchi. Possiede una vista acutissima che le permette di individuare piccole prede a grande distanza. Spesso accusata di compiere danni alla selvaggina, il suo ruolo di cacciatrice di roditori la pone tra gli uccelli utili all’economia agricola.
Gli esemplari si corteggiano con spettacolari voli nuziali a partire dalla fine dell’inverno. Il nido viene costruito dai due sessi su alberi o rocce ad un’altezza variabile da 8 a 20 m, raramente è possibile che la costruzione sia posta più in basso o sul terreno. In marzo vengono deposte 2 o 3 uova bianche con macchie rossicce, covate a turno dagli esemplari per 30-35 giorni. Durante l’anno si ha una sola covata. L’involo avviene dopo 7-8 settimane, i giovani saranno completamente indipendenti dopo 40-50 giorni.
Mammiferi
Fam. Leporidi / Lepus europaeus / Lepre

Fam. Leporidi / Lepus europaeus / Lepre
Fam. Leporidi / Lepus europaeus / Lepre
Diffusione e habitat: diffusa in Europa (eccetto una parte della Scandinavia), Asia minore, Medio Oriente. È stata introdotta in Irlanda, Svezia meridionale, Siberia meridionale, Estremo Oriente, Cile, Argentina, Uruguay, Bolivia, Nuova Zelanda, Australia, alcune regioni del Nord America. In Italia è in tutto il territorio, comprese le isole. In Regione è ovunque: pianura, collina, montagna fino a 2000 m di altitudine; in diversi ambienti, quali campi coltivati ma anche boschi, soprattutto latifoglie, brughiere e dune.
Identificazione: corpo slanciato, compresso lateralmente, testa piuttosto piccola ben distinta dal corpo, occhi grandi, orecchie lunghe; coda moderatamente sviluppata, nera nella parte superiore. Arti posteriori più lunghi degli anteriori. Struttura generale atta alla corsa e al salto. Pelliccia piuttosto soffice, colore dominante fulvo-grigiastro, con tinte nerastre sul dorso; parti inferiori ed interne degli arti biancastre, punta delle orecchie nera.
Comportamento: prevalentemente notturna, in situazione tranquilla esce dal rifugio anche in pieno giorno. Sedentaria e solitaria, non si allontana mai dal proprio territorio. Corre velocemente e a lungo, spicca lunghissimi salti, nuota in caso di necessità; possiede udito e olfatto molto fini. Il rifugio consiste in un leggero incavo del terreno, in luogo riparato e asciutto, seminascosto da massi e cespugli e viene cambiato di tempo in tempo: in inverno è in zone più soleggiate ed è più profondo. Si alimenta con vegetali freschi ma anche secchi, barbabietole, semi e cortecce di alberi. Il periodo riproduttivo è spesso esteso a tutto il corpo dell’anno, con 3-4 nidiate; dopo una gestazione di 42 gg nascono 2-4 piccoli completamente ricoperti di pelo e con gli occhi aperti. La maturità sessuale è raggiunta 6-8 mesi. Può vivere, in natura, fino a 4-6 anni, eccezionalmente fino a 12-13 anni.
Fam. Cervidi / Capreolus capreolus / Capriolo

Fam. Cervidi / Capreolus capreolus / Capriolo
Fam. Cervidi / Capreolus capreolus / Capriolo
Diffusione e habitat: diffuso in Europa (inclusa la Gran Bretagna), Caucaso, Turchia, Iraq, Iran settentrionale, Turkestan, Siberia meridionale, Cina settentrionale e centrale, Corea. In Italia generalmente presente in tutta la penisola ma assente nelle isole. Oggi distribuito su di un areale pressoché continuo in Italia settentrionale, con distribuzione discontinua in Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria; è presente nell’Appennino tosco-emiliano, nella Maremma toscana, nella riserva di Castel Porziano (Lazio), nel parco Nazionale d’Abruzzo, nel Gargano e Sila. In Regione diffuso, ma non molto numeroso, in tutto l’Appennino tosco-emiliano (nel medio e alto forlivese). Meritevole di essere ricordata è la popolazione dei Boschi di Carrega nelle colline parmensi (270 esemplari circa). Vive in pianura, collina e anche in montagna; in boschi di latifoglie misti con ricco sottobosco, intercalati da prati e campi coltivati.
Identificazione: corpo slanciato, testa relativamente corta, orecchie ed occhi grandi, collo sottile e lungo. Maschi con palchi caduchi brevi, a 3 punte negli adulti. Arti sottili ma forti, coda ridotta a un breve mozzicone. Il mantello è in estate di colore rossiccio, con le parti inferiori più chiare; in inverno è grigio tendente al bruno; muso nero, mento bianco; nei piccoli il mantello ha tinte più scure, brune sui fianchi, con picchiettature bianche caratteristiche di tutti i giovani Cervidi.
Comportamento: attivo soprattutto al crepuscolo. Agile e aggraziato, corre rapidamente con salti frequenti. Animale poco sociale, vive isolato d’estate e in piccoli gruppi familiari d’inverno (composti da una femmina con i figli o figlie dell’anno precedente), i maschi possono aggregarsi a questo tipo di unità, di norma costituita da 4-10 esemplari. I maschi durante la primavera instaurano un rapporto gerarchico e verso maggio diventano più propriamente territoriali; l’area dominata, marcata con segreto di ghiandole, soprattutto su rami, arbusti e alberi, viene difesa contro tutti gli altri maschi adulti. Al termine del periodo degli amori cessano le manifestazioni territoriali dei maschi e cominciano a formarsi i gruppi familiari invernali. I palchi (le corna) cadono in autunno, quelli nuovi sono completamente formati e puliti dal “velluto” la primavera successiva. Si nutre di gemme, fogliame e piante erbacee; in inverno anche di apici legnosi, in estate e primavera ricerca graminacee e soprattutto leguminose. Gli accoppiamenti avvengono da luglio ad agosto, la gestazione dura circa 10 mesi, i piccoli sono generalmente 2. La maturità fisiologica viene raggiunta dalle femmine verso i 14 mesi; la maturità sociale viene raggiunta nei maschi a 2-3 anni. In natura vive fino ad un massimo di 12-14 anni.
Rettili
Fam. Colubridi / Natrix natrix / Biscia dal collare

Fam. Colubridi / Natrix natrix / Biscia dal collare
Fam. Colubridi / Natrix natrix / Biscia dal collare
Diffusione e habitat: è distribuita ovunque, sulle nostre montagne non vive oltre i 1800m.
Vive in rive di corsi d’acqua, preferibilmente stagni, pozze, laghetti, ruscelli, torrenti, più di rado fiumi e laghi; talvolta in fontanili e cisterne, ma anche in località arbustive, aride o boscose, a una certa distanza dell’acqua.
Caratteristiche: capo ovoidale, corpo rivestito da squame. Le parti superiori sono di colore bruno, grigio, olivastro o nerastro, con una variabile gamma di sfumature. Sulla nuca possono essere presenti 2 bande bianco-giallognole, biancastre o giallo-arancio disposte in modo da formare una sorta di collare: ad esse fanno seguito sul collo 2 macchie semilunari scure, talora unite tra loro sotto forma di un’unica banda trasversale. Il dorso presenta barre scure trasversali, che, a volte, si fondono formando anelli trasversali paralleli. Mento e gola sono di solito di color bianco-giallognolo; il ventre è generalmente biancastro con macchie scure quadrangolari o rettangolari.
Comportamento: è un’abile nuotatrice. Diurna e notturna. È solita trascorrere le ore più calde del giorno a riva, arrotolata, al riparo. È una predatrice, i giovani si nutrono di molluschi, insetti, girini; gli adulti di rane e tritoni; femmine adulte quasi esclusivamente di rospi e, più di rado, di arvicole e uccelli nidiacei di ripa. Le femmine mangiano molto di più rispetto ai maschi. Si riproducono dalla fine di aprile alla fine di maggio. Le uova sono deposte sotto ammassi di foglie in decomposizione, sotto detriti vegetali di vario genere, posti alla base di alberi, sotto il muschio, il letame, nelle spaccature del terreno protette da vegetazione, in fenditure rocciose. Le uova, da 11 a 70, hanno un guscio biancastro, liscio, o leggermente granuloso, viscoso, e perciò finiscono per agglutinarsi l’una all’altra in masse irregolari. L’incubazione si svolge in 3-8 settimane e i piccoli vengono alla luce a settembre. Le femmine crescono più in fretta rispetto ai maschi. La temperatura preferenziale per la specie è di 25-30°. La latenza invernale, chi inizia a novembre e termina in marzo-aprile, ha luogo alla profondità di 50-100cm nel legno marcescente degli alberi vecchi vicini ai corsi d’acqua lungo i quali vive la Natrix. Questi rifugi sono anche quelli preferiti dal serpente per sfuggire ad eventuali nemici. Se molestata, la biscia dal collare secerne una sostanza fetida, emette una certa quantità di feci, espelle il cibo assunto e cerca di difendersi con finti attacchi. Se il pericolo persiste, la biscia si rivolta ventre all’aria e rimane immobile con i muscoli rilassati: questa morte apparente ha lo scopo di indurre il predatore ad abbandonare l’atteggiamento aggressivo e a volgere la propria attenzione altrove. Una Natrix può rimanere immobile anche per 30 minuti. I maschi raggiungono la maturità sessuale alla fine del terzo anno di vita, le femmine nella primavera del quarto anno. I denti sono corti per cui, all’atto del morso, il veleno emesso entro in contatto solo con gli strati sottocutanei.
Fam. Lacertidae / Podarcis muralis / Lucertola muraiola

Fam. Lacertidae / Podarcis muralis / Lucertola muraiola
Fam. Lacertidae / Podarcis muralis / Lucertola muraiola
Diffusione e habitat: specie distribuita in tutto il territorio regionale, assente nella maggior parte della penisola iberica. Abita in aree urbane e zone rurali, in muri, abitazioni, ruderi, giardini, margini di strade ferrovie. Alvei di torrenti, sponde di laghi, stagni e cave, emergenze rocciose, boschi e radure.
Identificazione: lunghezza massima 23 cm, colorazione dorsale bruna con bande dorso laterali bruno scuro o nere, oppure verde con reticolatura nera. Il ventre e la gola sono sempre macchiati di nero.
Comportamento: vivace e agile arrampicatrice, preda vari invertebrati terrestri. I maschi sono fortemente territoriali e si azzuffano spesso per il predominio di un determinato territorio. Le femmine depongono da 2 a 12 uova, anche 2-3 volte all’anno in buche scavate. La latenza invernale inizia in ottobre-novembre, sotto sassi, in fenditure delle rocce, in gallerie spesso scavate dall’animale stesso o in tane di roditori abbandonate.