Durante l’esecuzione dei lavori di ricostruzione della Pieve, distrutta nel corso della seconda guerra mondiale, nell’area delle absidi emerse una stratificazione archeologica di circa un metro. Fra i materiali descritti dall’archeologo Fernando Malavolti, oltre a frammenti di vasellame attribuiti ad un non meglio specificato momento del periodo preromano, fu recuperata una spada in bronzo del tipo Cetona, attribuibile al 1.200-1.100 a.C. Si tratta di un rinvenimento molto importante forse da correlare ad una testimonianza di tipo cultuale. Nell’età del bronzo, periodo a cui può essere attribuita la spada, era consueto dedicare alle divinità offerte di oggetti di pregio, quali appunto le armi (le spade in particolare); tali oggetti venivano lasciati in prossimità di corsi d’acqua o sulle cime dei monti. Nel nostro territorio ad esempio un altro frammento di spada dell’età del bronzo è stato trovato sulla vetta del M. Cimone. Questo rinvenimento sembra dunque confermare il carattere sacrale del Monte di S. Giulia almeno fin dall’età del bronzo, periodo in cui il territorio limitrofo appare costellato di vari insediamenti, forse da correlare alla presenza di miniere e affioramenti di rame. Attualmente la spada è conservata al Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena.

Disegno tratto dalla spada originale

Disegno tratto dalla spada originale

Disegno tratto dalla spada originale

Il Romanico nelle valli del Dragone

La Pieve è inserita nell’itinerario romanico della Provincia di Modena. L’arte romanica fiorisce in occidente a partire dall’anno mille. Il termine Romanico è stato coniato nel 1800. Un aspetto importante di questo stile è la consapevole ripresa della tradizione romana e delle sue principali componenti stilistiche. In questo territorio il Romanico mantenne caratteri di schematica semplicità e di rustica schiettezza, che stilisticamente si avvicinano molto al Romanico lombardo.
Il parametro murario è caratterizzato da conci perfettamente squadrati e combacianti fra di loro. L’uso della malta è ridotto al minimo, la superficie della pietra è levigata ed i ricorsi orizzontali si presentano regolari.
Gli altri edifici Romanici nel territorio delle valli del Dragone sono:
l’antichissima Pieve di S.Maria Assunta di Rubbiano, la chiesa di S.Andrea di Vitriola, la chiesa di S.Maria e S.Claudio di Frassinoro e la chiesetta di S.Vitale a Monchio.

Chiesa di Santa Giulia

Chiesa di Santa Giulia

Chiesa di Santa Giulia

Altri siti archeologici nelle valli del Dragone e del Dolo

– Età del bronzo (Quadrato)
– Età del ferro (Tondo)

Siti archeologici

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