L’esito del referendum sulla legge di modifica della Costituzione in materia di magistratura ha visto la netta affermazione del NO.
Quasi 15 milioni di elettori hanno respinto il disegno del Governo. ANPI anche a Modena ha attivamente contribuito all’esito, che suggerisce analisi non affrettate e valutazioni non scontate.

Il Presidente Vanni Bulgarelli, nell’articolo propone alcuni spunti di riflessione.

Referendum: respinta la spallata alla Costituzione
Il NO prevale nettamente In Italia e a Modena

Il risultato non lascia dubbi, con il 53,7% dei NO gli elettori hanno respinto la legge di modifica della Costituzione in materia di magistratura. Non è un voto conservatore, ma esprime sfiducia nella destra al governo, che ha voluto imporre una modifica della Costituzione, senza alcun vero coinvolgimento del Parlamento e della società.

Si è tradito lo spirito della Costituzione, nata dalla Resistenza e dalla lotta antifascista, costruita con il largo contribuito unitario delle forze democratiche. Proprio 80 anni fa, le prime elezioni a suffragio universale, con il diritto di voto attivo e passivo delle donne, eleggeva l’Assemblea Costituente, con l’intento di costruire, certo faticosamente, un testo il più condiviso possibile. Chi quel voto ha disconosciuto per 80 anni, oggi governa il Paese e gli effetti sono evidenti. La sua cultura, il suo progetto politico è quello di scardinare punti essenziali della Carta a colpi di maggioranza. Questa è stata una delle molle della mobilitazione del NO, che ha portato alle urne quasi il 59% degli elettori; dato eccezionale per un referendum confermativo. Una lezione che ne ricorda un’altra nel nostro recente passato; e anche allora l’ANPI schierò fermamente per il NO.

La maggioranza degli elettori ha compreso la trappola di una legge fatta contro l’autonomia della magistratura, che non affrontava, come la propaganda delle destre ha sostenuto, problemi e storture del sistema giudiziario. La politicizzazione del confronto, voluta dal Governo e dalla Presidente del Consiglio, ha certo favorito la polarizzazione degli schieramenti, ma sarebbe un errore ridurre tutto allo scontro tra partiti, tra maggioranza e minoranza parlamentari. Basta esaminare i risultati di regioni e città, per comprendere che non è esattamente così, per constatare che una parte di astensionisti si è mossa, e una parte di elettorato di destra ha votato NO. Per questo è bene non sovrapporre esito del voto e schieramenti di partito, che pure hanno pesato. Sarà bene ricordarlo anche in vista di future elezioni.

Altro ci dicono i dati. Ci dicono dell’impegno di associazioni, sindacati, organizzazioni e gruppi sociali e professionali, di singoli cittadini. C’è stata una reazione ai linguaggi e alle pratiche di chi usa la forza del Governo per minacciare e reprimere, non i crimini, ma chi ha idee diverse, si oppone, manifesta, o semplicemente applica la legge. La destra ha messo nel mirino, con l’arma della demagogia e del populismo, la magistratura accusandola di ogni responsabilità, usando in modo strumentale vicende giudiziarie, che nulla avevano a che fare con il tema referendario. E’ l’arroganza di chi usa il consenso elettorale come scudo per l’impunità dei propri sodali.

Nel voto dei giovani tra i 18 e i 28 anni, espresso dal 67% di loro, il NO raggiunge il 58,5% e il 63,6% tra gli studenti. Raggiunge il 67,9% tra i laureati. Patetico è il commento di chi dipinge questi giovani come impreparati plagiati da ideologie. L’impegno politico, le manifestazioni per la pace, contro le guerre, contro Trump e soci, di cui la Presidente del Consiglio vanta la solida personale amicizia, ha certo contribuito a suscitare una più consapevole partecipazione e una più netta posizione critica. Con loro continueremo a parlare di Resistenza e Costituzione, non solo sui canali social, ma incontrandoli in carne e ossa, nelle scuole, nelle strade e nelle piazze, anche rinnovando il nostro modo di essere antifascisti oggi.

Nella provincia di Modena la partecipazione ha superato il 67% con il NO al 57,6% e al 63,25% nel capoluogo e intorno al 63% a Carpi e a Castelfranco. L’ANPI ha dato un fattivo contributo al lavoro dei comitati e in particolare a quello formato dalle organizzazioni sociali e culturali. I volontari delle sezioni ANPI hanno sviluppato reti di collaborazione locale e numerose iniziative di confronto, di merito e di promozione del NO, agendo oltre gli schieramenti di partito. Vale la pena ricordare, tra i tanti, gli incontri con Nicola Gratteri a Carpi, con Maurizio De Giovanni e Piero Grasso a Modena.

Il patrimonio di consapevolezza democratica espresso nel referendum e la conferma del solido rapporto dei cittadini e dei giovani con i valori della Costituzione, sono una formidabile leva per affrontare i veri problemi del funzionamento della giustizia e della magistratura, della sicurezza, della economia e del lavoro, che richiedono un cambiamento politico non contro la Costituzione, ma con la Costituzione.

Vanni Bulgarelli Presidente provinciale ANPI Modena ETS