A tre anni dalla strage di Hamas contro giovani, donne, bambini israeliani appare sempre più netto il contesto nel quale il criminale atto terroristico è stato perpetrato.
Da almeno due decenni i principali centri di analisi strategica avevano indicato il rischio di guerra in Medio Oriente. Complicità, connivenze e irresponsabili sottovalutazioni da parte di paesi arabi, istituzioni internazionali e dello stesso Governo Israeliano hanno concorso alla preparazione e alla conduzione dell’attacco, divenuto detonatore di un devastante conflitto, che coinvolge numerosi paesi con il determinante diretto impegno degli USA di Trump. Ancora una volta protagonista della scelta bellica è la destra internazionale.
ANPI ha condannato e continua a condannare il massacro e ricorda le vittime, parte di una catena lunghissima di conflitti e di odio alimentati dall’estremismo della destra israeliana e dal fondamentalismo islamico.
Il cinico calcolo del Governo Netanyahu è stato svelato: usare la strage, di cui era preventivamente informato, per annientare il popolo palestinese, cacciarlo dalla sua terra e impedire con la guerra, con la violenza genocida e i massicci insediamenti israeliani in Cisgiordania, qualunque possibilità di formare lo stato palestinese, coinvolgendo direttamente gli Stati Uniti nello scontro con l’Iran.
L’Iran, dominato da una dittatura militare-religiosa sanguinaria, sostenitore delle milizie armate di Hamas, Hezbollah e Houthi, mandante dell’eccidio del 7 ottobre 2023, è stata attaccata dagli USA senza una strategia militare, senza un preciso obiettivo, senza una prospettiva e ora gli esiti di quel disastro, in particolare sul piano energetico, si scaricano sull’intero sistema delle relazioni internazionali. Il prezzo più alto lo stanno pagando i paesi europei, ancora una volta deliberatamente assenti.
Solo la Spagna di Sanchez ha saputo assumere una posizione degna di una democrazia.
Intanto a Gaza si continua a morire, continuano le violenze dell’esercito israeliano su civili e continuano a mancare elementi essenziali per la vita: cibo, acqua, assistenza sanitaria, scuola, rifugi per la notte, visto che la striscia è stata ridotta a un cumolo impressionante di macerie. Si è fatta più violenta l’occupazione della Cisgiordania, più duro l’apartheid dei palestinesi, reprimendo ogni tentativo condotto anche da parte di forze politiche e sociali israeliane, di costruire un’alternativa alla folle idea dell’eliminazione fisica della “questione palestinese”. Il fondamentalismo ebraico è diventato così cieco da indurre lo stesso rabbino capo di Gerusalemme a pronunciare parole indegne. I cittadini di Israele sono chiamati a scegliere tra l’odio e il suprematismo, che giustificano ogni violenza anche verso gli arabi israeliani e una vera prospettiva di pace e sicurezza.
In questo quadro appare sempre più inaccettabile la complicità morale del Governo Italiano nel massacro dei palestinesi e l’ignavia dell’Unione Europea bloccata ancora una volta dalle destre e incapace di assumere provvedimenti concreti per isolare il governo di Israele. Sosterremo, come abbiamo fatto finora, ogni manifestazione, ogni iniziativa utile a un cambio radicale della politica israeliana, all’isolamento della dittatura iraniana e la fine di ogni uso della guerra come strumento di aggressione.
Vanni Bulgarelli