Mario Allegretti

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Mario Allegretti 2017-12-09T10:24:06+00:00

Nato a Vignola 2 settembre 1919, residente a Modena; laureato in giurisprudenza presso l’ Università di Modena. Ufficiale di complemento nel 33° Regg.to Carristi, si trovò nel territorio parmense al momento dell’armistizio. Sottrattosi alla cattura, iniziò opera di attiva propaganda per il Partito d’Azione al quale aveva aderito, insieme col fratello avv. Franco. Inizia l’organizzazione alle prime formazioni “Giustizia e Libertà”. Ricercato ed arrestato nel giugno ’44, riguadagna la libertà per intervento del CLN, e raggiunge con alcuni compagni la zona partigiana di Montefiorino. Si distinse in azioni di attacco a colonne motorizzate nemiche, partecipò ai combattimenti del passo di Centocroci, Ospitaletto, Pianorso, Are Vecchie. Gli venne affidato il comando della formazione “Italia Libera”, ma ricusò in seguito (nel novembre 1944) il comando di tutte le forze partigiane della zona per non separarsi dai compagni. Accetta invece di capeggiare la 34° Brg. “Monte S. Giulia” a capo della qualeguidò i suoi uomini in coraggiose azioni che è qui impossibile ricordare. Giunsero gli ultimi combattimenti. Durissimi quelli del 10 aprile nel corso dei quali il giovane eroe, senza risparmiarsi e senza ripararsi, con una audacia rara, sempre primo davanti ai partigiani della sua formazione, viene colpito a morte. La zona era talmente battuta dal fuoco nemico che il suo corpo potè essere recuperato dai suoi uomini soltanto 15 ore dopo, nonostante i numerosi tentativi. Gli venne assegnata la: Medaglia d’oro al Valor Militare, con questa motivazione: “Combattente di tempra adamantina, promotore ed animatore della lotta di liberazione, in lunghi mesi di dura guerra partigiana, sempre alla testa della sua Brigata, dava costante prova di eccezionale ardimento. Durante l’aspra battaglia per la difesa del Monte S. Giulia, si infiltrava audacemente fra le linee nemiche e, dopo aver col fuoco del suo mitra ridotto al silenzio due postazioni di armi automatiche, mentre ne attaccava un’altra cadeva mortalmente ferito gridando “Viva l’Italia”. Fulgido esempio di sublime eroismo e di ardente amor di Patria” Saltino sul Secchia 10 aprile 1945. (Da Le Medaglie d’Oro al V.M. d’Italia, Roma, 1965, vol.II, pag 658).

E’ ricordato: nel Cippo, collettivo in piazzale Risorgimento; con un Cippo sul luogo del suo sacrificio; con l’intitolazione al suo nome di due Brigate, una di Montagna, l’altra della città di Modena; nel Sacrario ai piedi della Ghirlandina a Modena; nel Famedio dei partigiani al cimitero di S. Cataldo a Modena; con l’intitolazione: di una via nel Comune di Modena; della Casa dello Studente dell’Università di Modena; del Liceo Classico di Vignola.

MONUMENTO