Giù le mani dalla Costituzione ‼️
NO alla legge delle destre per controllare la Magistratura
La legge costituzionale votata dalle destre per separare le carriere tra magistrati giudicanti e inquirenti ha come vero obiettivo quello di mettere le mani del Governo sull’autonomia delle procure. Con legge ordinaria si è già realizzata la separazione delle funzioni, e il passaggio tra i due ruoli è fortemente limitato a qualche decina ogni anno. Non è questo che assicurerà maggiore terzietà dei tribunali garantita dalla Costituzione. Anche l’influenza delle correnti nella elezione degli organi di garanzia e di autogoverno della Magistratura può essere limitata con norme ordinarie. Ma non sono questi i nodi che generano inefficienze e disfunzioni della giustizia italiana. Gli errori, le cause temerarie, la lunghezza dei processi non hanno nulla a che fare con le norme della Costituzione, che garantiscono oggi il principio fondamentale della indipendenza della Magistratura soggetta solo alle leggi che spetta alla politica approvare.
L’obiettivo delle destre è impedire che le procure indaghino sul potere, sui reati della pubblica amministrazione. Ne è un lampante esempio il recente disegno di legge che punta a ridurre drasticamente la funzione di controllo della Corte dei Conti. La destra che proclama legge e ordine vuole per sé impunità e niente controlli. Nel Governo, nelle regioni, nei comuni sono decine gli esponenti di destra indagati e condannati ancora nei loro posti di potere.
Quindi la separazione delle carriere dei magistrati è solo un pretesto per scardinare l’ordinamento giurisdizionale, stravolgendo la Costituzione.
Intanto la realtà racconta di cittadini meno sicuri. I reati contro la persona e il patrimonio sono da tre anni in aumento, la giustizia è resa sempre meno efficiente dai tagli alle risorse, dal fallimento del processo telematico, le prigioni sono sempre al collasso e le città più insicure sono lasciate sole. Mancano oltre 40mila unità tra poliziotti, carabinieri, vigili urbani, guardie carcerarie.
La modifica della Costituzione non separa solo le carriere, ma divide la Magistratura stessa.
In questo modo si apre la strada, con norme ordinarie, alla sottomissione delle procure al Governo. Purtroppo oggi il consenso verso la Magistratura si è affievolito e la destra punta su questo per vincere il Referendum. Per questo ANPI aderisce al Comitato della società civile per il NO e ci batteremo contro questo ennesimo attacco alla Costituzione.
Nel pieno rispetto di ogni opinione personale invito iscritti e volontari a informarsi, a riflettere
e a scegliere.
Vanni Bulgarelli
Presidente Comitato Provinciale ANPI Modena ETS

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