29 marzo 2003
09La tempesta di sabbia sul deserto iracheno è scemata, in compenso il mondo intero è tempestato di scemenze. Uragani di incongruenze, contraddizioni, menzogne, di pura e semplice propaganda del regime imperiale, prodotta da servi, vassalli, nani e ballerine televisive, si abbattono sulle popolazioni del mondo intero. A riprova che la vera guerra che si sta combattendo è per il dominio globale. L’Irak e il suo «sanguinario dittatore» (né più, né meno di altri che siedono regolarmente a tavola con l’Imperatore) non è che un pretesto. Ma per dominare occorre conquistare le menti e i cuori e, se non si hanno argomenti forti per farlo, non c’è che un modo: impedire che alle menti giungano messaggi diversi e che ai cuori giungano emozioni diverse da quelle dei conquistatori.

Invece sta accadendo proprio questo: che, per la prima volta, nelle ultime tre guerre dell’Impero (Kosovo «umanitario», Afghanistan della «giustizia infinita», cioè de