“Per una strategia della memoria”

//“Per una strategia della memoria”

Un progetto unitario delle associazioni partigiane, culturali, sindacali, sportive e del tempo libero della provincia di Modena

L’ANPI – l’ALPI – la FIAP e l’ARCI – il CSI – l’UISP – l’AICS – leACLI – l’ENDAS – l’ANPPIA – Le Associazioni Culturali “L’INCONTRO” – UNIVERSITÀ LIBERA ETÀ “NATALIA GINZBURG” e le tre Centrali Sindacali CGILCISLUIL, insieme, sentono la necessità di proporre la riaffermazione dei valori espressi dalla Resistenza, ispiratori della Costituzione Repubblicana, che hanno consentito di porre le basi forti della democrazia e devono restare punto di riferimento della comunità nazionale nelle trasformazioni del Paese.

Ritengono perciò importante un impegno comune per trasmettere tali valori, riaffermandone in forme nuove l’attualità e le eredità positive. In un momento come questo, aperto a riforme dell’ordinamento istituzionale politico e sociale a sostegno di rinnovati valori morali, di nuove espressioni e comportamenti culturali, perché le differenze non debbano più essere ragione di conflitti, ma punto di partenza indispensabile per far crescere il dialogo tra le generazioni e le diverse culture, la società civile -ed i giovani in particolare- devono recuperare questi valori come leva importante per attuare in Italia e in Europa una politica di riequilibrio, di occupazione e di sviluppo che possa costruire uno spazio di sicurezza e di giustizia.

E’ quindi necessario respingere ogni tentativo di cancellare dalla cultura e dalla storia del Paese la grande stagione della lotta di liberazione, ma occorre anche favorire un arricchimento della memoria di quella stagione che non si limiti a ricordare fatti, date e avvenimenti della Resistenza e tenda a ricostruire una identità collettiva nella molteplicità dei problemi.

Le Associazioni hanno costatato che la volontà unitaria si esprime nella nostra provincia in diverse occasioni, in particolare nelle celebrazioni dell’anniversario della liberazione, con attività ricreative e culturali che hanno ampiamente contribuito a rendere più vivaci, più partecipate e popolari le celebrazioni stesse. Si è operato perché esse siano momenti di festa: e risultati si sono ottenuti anche grazie all’impegno delle Amministrazioni comunali e alla fattiva collaborazione delle Associazioni partigiane e delle organizzazioni culturali, sindacali, sportive e del tempo libero. Occorre continuare e intensificare tale impegno, mantenendo viva l’attenzione di enti pubblici, circoli, scuole, associazioni di volontariato, organizzazioni di categoria, comitati di cittadini.

Ma l’impegno per una strategia della memoria deve oggi aprirsi a un progetto più ampio che solleciti iniziative diverse, realizzate dalle diverse organizzazioni, nella autonomia della propria identità, o iniziative comuni che si ritengano attuabili in collaborazione, per costruire e difendere una memoria storica che sia presa di coscienza dei problemi proiettata sul futuro.

Un “progetto” importante per l’impegno di una pluralità di soggetti – dalle Istituzioni, agli enti culturali, all’Istituto Storico, alle associazioni – ricondotti a unità, nella loro autonoma iniziativa, da un disegno complessivo.

Il progetto può così articolarsi:
Date da ricordare con iniziative diverse, incontri, momenti di riflessione che arricchiscano il momento celebrativo:

  • 27 gennaio “giorno della memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti;
  • 22 e 25 aprile festa della libertà per tutti, festa popolare di primavera;
  • 2 giugno giorno della identità e dell’unità nazionale;
  • 8 settembre non “morte della patria” ma avvio del riscatto nazionale;
  • 4 novembre occasione per rinnovare una volontà di pace e per un omaggio ai caduti di tutte le guerre.

Altre ricorrenze importanti nelle varie località:

  • Raccogliere e catalogare il copioso materiale (libri-documentazioni-mostre -raccolte fotografiche) di cui dispongono l’Istituto Storico e le Associazioni, per iniziative rivolte alle scuole, alle fabbriche, alle polisportive e ad altri momenti associativi.
  • Organizzare visite ai “luoghi della memoria” ai quali possono essere intitolati concorsi, gare, iniziative particolari.
  • Promuovere in collaborazione con le scuole e con l’Università gite turistico- informative ai “luoghi della memoria” e ai campi di sterminio.
  • Sollecitare occasioni di “lezioni all’aperto” per gli studenti, utilizzando una “mappa” della memoria cittadina per itinerari legati a temi quali la repressione, la violenza, i bombardamenti, la vita quotidiana.
  • Mettere a disposizione di scuole, circoli, associazioni, filmati che si richiamino a episodi e situazioni sociali dell’antifascismo, della Resistenza, della Shoah e organizzare proiezioni con presentazioni e testimonianze che sollecitino momenti di approfondimento e di confronto.Organizzare mostre, stimolare attività di ricerca e di lavoro di gruppo per realizzare spettacoli, concerti, video, occasioni di incontro e di dialogo fra culture diverse e diverse generazioni.

Le organizzazioni che aderiscono al “progetto” ritengono opportuno che i Comitati per le celebrazioni già esistenti divengano oggi “Comitati per la memoria” aperti all’esigenza non solo di coordinare o di assumere iniziative, ma di stimolare attività e iniziative autonome, diverse e di varie forme e ipotizzano a tale scopo un Comitato Provinciale con caratteristiche di coordinamento e non di sovrapposizione.

Modena, novembre 1999 / gennaio / febbraio 2001

 

2017-09-25T00:26:26+00:00