In occasione della commemorazione del 63° anniversario dell’eccidio di Monchio, Susano e Costrignano sono emerse aspetti e particolari inediti sulla strage. In particolare è stato accertato che la strage fu fortemente voluta dal commissario prefettizio di Montefiorino, Francesco Bocchi, che fu inviato a Montefiorino con pieni poteri per combattere le formazioni partigiane che imperversavano nella zona.
Appena si insediò, Bocchi, il 27 febbraio 1944, inviò un dettagliato rapporto al capo della provincia di Modena sull’ordine pubblico, il quadro che fornisce Bocchi ci dimostra che tutto il comuneè nelle mani dei “ribelli”, che ne condizionano la vita in tutti gli aspetti. In questo clima di paura e di odio Bocchi sollecita ripetutamente l’intervento, prima dei fascisti, poi tedeschi.
L’otto marzo 1944 vi fu il primo scontro con i partigiani, nel corso del quale vennero catturati e fucilati Aurelio Aravecchia e Dante Schiavone perché renitenti alla chiamata alle armi e perché trovati in possesso di alcune bombe a mano.
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