Lapide di Arturo Anderlini e Alfonso Paltrinieri

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Lapide di Arturo Anderlini e Alfonso Paltrinieri 2017-11-21T15:21:33+00:00

 Arturo Anderlini e Alfonso Paltrinieri vengono arrestati nel gennaio del 1944 per aver prestato aiuto a diversi militari alleati in fuga dai campi di prigionia di Modena e dell’Italia settentrionale. Paltrinieri ha una piccola azienda casearia a San Felice sul Panaro, mentre Anderlini è un ottico molto conosciuto in città e possiede un negozio in Via Emilia, proprio di fronte alla Ghirlandina. Il 22 febbraio 1944 sono condannati a morte dal Tribunale Straordinario di Guerra e l’esecuzione avviene all’alba nel vicino poligono di tiro della Sacca. La loro uccisione desta grande sgomento e sofferenza poiché colpisce la popolazione civile inerme in una fase della guerra in cui la Resistenza non è ancora in grado di passare all’azione militare in città. Anderlini e Paltrinieri non sono considerati partigiani poiché non hanno partecipato all’organizzazione della lotta armata: il cattolico Paltrinieri ha agito a titolo personale e per carità cristiana, mentre l’azionista Anderlini – ricordato sul monumento anche da una piccola croce personale – è stato uno dei perni della rete di soccorso ai prigionieri alleati. Nell’immediato dopoguerra la lapide è collocata sul muro della fucilazione, ma alla ne degli anni Ottanta l’Amministrazione comunale e l’ANPI decidono di spostarla all’ingresso del parco che divide le vie Benedetto Croce e Giovanni Boccaccio per darle maggiore visibilità.

 

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