Il parlamento che resiste

//Il parlamento che resiste

Contro la legge di riforma del mercato del lavoro

guerzoniIl lavoro è sicuramente uno dei punti centrali per valutare le politiche del governo di centro destra. Già al momento di presentarsi agli elettori Berlusconi dichiarò che il programma della Confindustria sarebbe stato il suo programma. E così è stato, almeno fino ad oggi. Infatti anziché affrontare il vero problema del nostro paese, cioè quello dell’occupazione, in particolare nel Mezzogiorno, il governo ha puntato tutto sulla diminuzione dei diritti dei lavoratori, cercando di dividere il mondo sindacale. Ha scelto di cancellare l’efficacia dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che garantisce le persone contro i licenziamenti ingiustificati. Per mesi si è tenuto il paese sul crinale di uno scontro sociale che da anni non conoscevamo. Il Sindacato ha dovuto ricorrere allo sciopero generale. Per non riconoscere l’errore compiuto si è sottoscritto un accordo separato con una parte del sindacato, che in cambio della modifica dell’art. 18, non concede sostanzialmente nulla. Quello che pomposamente è stato chiamato un Patto per l’Italia sta miseramente crollando di fronte ai dati reali della situazione economica e finanziaria del paese. E anziché cambiare rotta, si persevera presentando una legge finanziaria che toglie risorse allo sviluppo dell’occupazione e del Sud e interviene pesantemente con tagli alla spesa sociale. Si colpisce la scuola, la sanità, la ricerca. Si procede con condoni che premiano l’evasione fiscale. Si mantiene una proposta di riforma delle pensioni che rischia di smantellare il pilastro pubblico della previdenza. E si insiste, in tema di lavoro, nella incredibile equazione:meno diritti uguale più occupazione. Anziché puntare su di un lavoro qualificato, forte, capace di reggere la competizione e l’innovazione si pensa a smantellare garanzie e tutele. Si vuole una flessibilità che sia soltanto precarietà:un lavoratore più solo e insicuro nel mercato del lavoro e nei luoghi di lavoro. E’ per queste ragioni che in Parlamento ci stiamo battendo contro la legge delega di riforma del mercato del lavoro e contro le modifiche dell’art. 18, non escludendo di ricorrere successivamente allo strumento del Referendum. Le nostre proposte vanno in una direzione alternativa:estendere i diritti anche a chi oggi ne è esculso, ai giovani e alle nuove forme di lavoro;puntare sulla formazione e sullo sviluppo qualificato;riformare gli ammortizzatori sociali. Questi sono i contenuti della Carta dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori presentata dall’Ulivo.

On. Roberto Guerzoni, componente della
Commissione Lavoro della Camera dei Deputati


In difesa delle conquiste sociali dalle stangate della Finanziaria

turciDalla promessa del miracolo economico alla certezza dei sacrifici: questa la rapida parabola della politica di Berlusconi e Tremonti!
Naturalmente i sacrifici sono per gli altri, non per gli amici più stretti dalla “Casa delle Libertà”. Per i propri amici il governo di centro destra ha varato l’esenzione totale dalle tasse per tutte le eredità e le donazioni, anche per quelle miliardarie. Ha stanziato i soldi della Tremonti bis per comprarsi con le agevolazioni dello Stato anche le automobili di lusso. Ora proporrà una mega-sanatoria tombale per tutti gli evasori fiscali, compresi i personaggi alla Previti. A ciò si aggiungono i vari tentativi di pilotare la giustizia e i processi secondo le esigenze personali del Presidente del Consiglio e dei suoi sodali.
Per gli altri, per la grande maggioranza dei cittadini, compresa gran parte degli elettori del centro-destra, ora arriva la stangata.
La prima è arrivata nei giorni scorsi sugli imprenditori con l’aumento delle imposte e il taglio dei benefici per le nuove assunzioni e gli investimenti. Perfino il Presidente della Confindustria, grande amico di Berlusconi, ha dovuto protestare e ha minacciato di passare all’opposizione.
Ora con la Finanziaria arriva il colpo sul grosso della gente con i tagli alla sanità, alla scuola pubblica e agli enti locali. Berlusconi dice che non metterà le mani nelle tasche degli italiani. In verità vuole costringere le regioni e gli enti locali a metterle loro per conto suo. Ma il risultato non cambia e non cambia la responsabilità.
Sarà una battaglia dura in Parlamento e nel Paese per difendere le conquiste sociali degli anni passati e impedire un grave arretramento delle condizioni di vita dei lavoratori e dei pensionati. Sarebbe un’autentica presa in giro concedere modesti sgravi fiscali ai redditi più bassi e poi portare via molto di più con i ticket sanitari, le tariffe degli autobus e degli altri servizi pubblici e con le imposte locali!
C’è molto da riflettere per chi aveva creduto alle mirabolanti promesse di Berlusconi! In pochi mesi è riuscito a mettere a repentaglio il risultato del lavoro e dei sacrifici compiuti negli anni del centro-sinistra.
Ora bisogna impedire che aggravi ulteriormente la situazione e la stessa credibilità del nostro paese in Europa.

Sen Gianfranco Turci, Capogruppo D.S.
della Commissione Finanze del Senato


Per l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati regolari

luguerzoniIl Governo della destra non sarà responsabile penalmente dell’aumento degli sbarchi dei clandestini che si susseguono in Sicilia e delle tragedie mortali che si ripetono, ma certamente ha responsabilità politiche e morali poiché bloccando, come ha fatto per il 2002, gli ingressi regolari ed ancor più agitando sui giornali le sue liti interne per la sanatoria, ha consentito alle cosche criminali degli ingressi clandestini di agitare all’estero l’illusione, presso tanti poveracci, di una regolarizzazione facile per tutti solo che si giunga in Italia! A questi frutti amari del dilettantismo del governo sul fronte dell’immigrazione, purtroppo se ne aggiungeranno altri con l’entrata in funzione, avviata in questi giorni, della legge “Bossi-Fini” che, oltre a non curarsi dell’accoglienza e dell’integrazione, contiene norme disumane, antisociali e vessatorie e così strampalate da risultare in parte inapplicabili cosicché clandestinità e irregolarità cresceranno anziché ridursi e non certo a beneficio della sicurezza.
Ecco quali saranno i frutti avvelenati della durezza e del pugno di ferro ostentati per propaganda.
La strada maestra nelle politiche immigratorie per i paesi che di immigrati hanno bisogno, sta non nell’ostacolare, come fa la “Bossi-Fini”, l’immigrazione regolare di cui c’è bisogno bensì, nel facilitarla come si fa in tutta Europa e negli stessi Stati Uniti.
Su questa linea l’opposizione DS e dell’Ulivo, si batterà in due direzioni. Innanzitutto per cambiare, a partire dalle parti peggiori, la legge del governo.
E in questo senso interverrà la stessa Corte Costituzionale che cancellerà molte norme incostituzionali come ha già fatto per la legge sulle “rogatorie”.
L’altra frontiera è quella dell’accoglienza e dell’integrazione (scuola, casa, lavoro, sanità, assistenza, ecc.) degli immigrati regolari e delle loro famiglie, anche per togliere spazio alle organizzazioni criminali degli sbarchi e degli ingressi clandestini e per colpire la criminalità.
A Modena, i comuni, la Provincia e la Regione, insieme ai sindacati e al volontariato, su questo fronte stanno già facendo tanto e con esiti positivi sol che si guardi ai tanti colori dei volti dei bambini già presenti negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia della città.

Sen Luciano Guerzoni, componente della
Commissione Affari Costituzionali de Senato


La legge CIRAMI: sarà battaglia dura in difesa della legalità

manziniLa situazione è grave. In primo luogo per il messaggio devastante che dà ai cittadini un potere puramente intento a soddisfare interessi privati, posti sempre al di sopra del bene comune e del senso civico. In secondo luogo per la ferita che infligge alla vita delle Istituzioni democratiche. Infine, ma non meno importante, per il colpo che questo Governo ha portato alla funzionalità del sistema giudiziario.
Una giustizia efficace, rapida ed equa è per noi strumento essenziale per garantire la sicurezza e la tranquillità della vita quotidiana dei cittadini, per assicurare dinamismo e competitività al sistema economico, per rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni dello Stato democratico.
Il Governo Berlusconi e la maggioranza parlamentare hanno interrotto brutalmente l’azione riformatrice avviata nella scorsa legislatura con una serie scellerata di leggi e di progetti di legge che nulla hanno a che vedere con il buon funzionamento della giustizia, ma che sono diretti contro l’autonomia e l’indipendenza della magistratura o addirittura ad personam: la riforma elettorale del CSM, la separazione delle carriere, il ritorno alla vecchia autorizzazione a procedere per i parlamentari, il falso in bilancio, le rogatorie internazionali, e da ultimo la legge Cirami.
Noi condurremo in Parlamento la battaglia più dura, sino all’ostruzionismo se necessario, per impedire che la legge Cirami venga approvata definitivamente e per riaffermare la necessità di un percorso riformatore che sia in grado di realizzare un sistema giudiziario moderno ed efficiente, capace in concreto di tutelare le libertà e i diritti di tutti cittadini.
La legge Cirami è lo strumento per dilatare all’infinito la durata dei processi e per giungere alla prescrizione dei reati.
Questi sono gli obiettivi veri delle norme che stabiliscono la sospensione automatica del processo a richiesta dell’imputato; che danno all’imputato il potere che tutti gli atti processuali siano rinnovati – in parole chiare, che il processo sia rifatto daccapo – davanti ad un nuovo giudice. Questi sono gli obiettivi veri di una legge che ha tenuto bloccato il Senato fino ad agosto e che si appresta a bloccare anche la Camera, nella corsa affannosa del Governo e della maggioranza parlamentare per anticipare le temute sentenze e l’intervento della Corte Costituzionale.
Per questo dico che la legge Cirami ferisce la vita democratica: perché colpisce il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge; perché nega la doverosa cooperazione tra i poteri dello Stato; perché blocca il Parlamento, sede della sovranità popolare, e gli impedisce di discutere, di trovare strumenti efficaci per il lavoro e per il rilancio dell’economia, per la difesa del servizio sanitario nazionale, per dare più qualità e più efficienza alle nostre scuole ed università.
In questa battaglia saremo forti della giustezza dei nostri obiettivi e della nostra volontà di non dividere ma di rendere più unita e coesa la società italiana. Saremo forti del sostegno e del consenso che sentiamo crescere attorno a noi in tutto il Paese, dopo un anno di fallimentare esperienza del governo Berlusconi.
Saremo forti, soprattutto, della forza che ci viene dall’ispirarci ai valori che i partigiani hanno posto a fondamento della nostra democrazia repubblicana e dei quali continuano ad essere, per tutti gli italiani, custodi e garantiti.

On. Paola Manzini,
Questore della Camera dei Deputati

2017-09-25T00:26:26+00:00