Il 12 gennaio 2007 scorso si sono svolti i funerali di Nico Azzi, 55enne, morto per una crisi cardiaca. Per le celebrazioni è stata scelta la basilica di Sant’Ambrogio, chiesa simbolo, quanto il Duomo, della città di Milano.

Niente di strano, se non fosse che questo personaggio, non molto conosciuto, era in realtà un ex terrorista nero, mancato stragista per caso. Perché quel 7 aprile del ‘73 mentre stava preparando l’innesco di due saponette di tritolo militare, si fece scoppiare invece l’ordigno tra le gambe e rischiò di morire dissanguato nella toilette del treno Torino – Roma. Grave insuccesso per un fascista D.O.C. come lui, che aveva preparato il colpo nei minimi dettagli (per esempio lasciando in giro per le carrozze alcune copie di “Lotta Continua” giusto per far capire di chi fosse la responsabilità dell’attentato). Così cercò immediatamente di rifarsi fornendo bombe ai neofascisti per una manifestazione a Milano, sempre nel ’73. Questa volta il tenta