Bruno Ferraresi anni 81

Questa volta, facendo una eccezione, raccontiamo una storia in terza persona, quella di Bruno Ferraresi, presidente dell’Associazione reduci e combattenti di Novi di Modena.

È una storia che merita di essere raccontata, di sofferenza e fortunatamente per Ferraresi, anche di libertà.

È l’8 settembre 1943. Bruno ha poco più di vent’anni e, come tanti coetanei, si ritrova a combattere per ragioni che gli sfuggono sul fronte sloveno. All’improvviso i comandanti non danno più ordine, i soldati si ritrovano letteralmente sbandati e accerchiati dalle truppe tedesche. Un sedicente Console annuncia ai soldati che Mussolini è stato liberato e propone loro di firmare e combattere a fianco di Hitler o finire prigionieri in un campo di lavoro. Ma il campo di lavoro sembrò a quei soldati meno crudele di continuare una guerra senza senso. Così Bruno, insieme a un migliaio di compagni non firmò, dando di fatto il suo contributo a quella Resistenza antifascista che accumunò tanti militari italiani. Ma allora Bru