Cippo di Ganaceto

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Cippo di Ganaceto 2018-05-05T16:32:08+00:00

Questo cippo è stato innalzato ai piedi del pioppo secolare che è diventato il patibolo di quattro partigiani. Dopo un attentato gappista, il 19 agosto 1944 i fascisti rastrellano diversi contadini di Ganaceto, ma l’intercessione del parroco e di un avvocato della frazione convincono il comando della Brigata Nera a rilasciare gli ostaggi. La rappresaglia avviene il giorno successivo: gli uomini della RSI prelevano dalle carceri di Sant’Eufemia i detenuti Aristide Nini, Elvino Prestento, Vittorio e Bruno Golfré Andreasi e li impiccano a un ramo portante del grande albero che si erge lungo la Strada Nazionale per Carpi, a breve distanza da Ganaceto. L’epigrafe esalta i quattro «eroi» secondo lo spirito memorialistico dell’immediato dopoguerra: fedeli fino alla morte per un ideale sublime di giustizia e libertà», «testimoni eterni alle generazioni future». Il monumentale pioppo, albero della memoria, viene abbattuto nell’ottobre del 2010 e una parte dell’enorme tronco viene portata a Fellicarolo da Oberdan Melotti per costruire un parco della memoria. Da questa vicenda è nato il docu-film “Populus Nigra”.

 

 

Galleria





 

Caduti commemorati in questo monumento

VITTORIO GOLFRÈ ANDREASI

BRUNO GOLFRÈ ANDREASI

ELVINO PRESTENTO

ARISTIDE NINI

 

CIPPI PARTIGIANI