Bologna toglie gli spazi pubblici ai fascisti: approvata la delibera comunale

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Bologna toglie gli spazi pubblici ai fascisti: approvata la delibera comunale

 Bologna toglie gli spazi pubblici ai fascisti. Il Comune ha infatti stretto le maglie dei suoi regolamenti e ha approvato, dopo mesi di dibattito, la delibera che vieta la concessione di spazi pubblici alle formazioni di matrice fascista. Il centrodestra ha votato contro: compatto il no di Lega e Forza Italia. Il M5s, pur non essendo mai intervenuto nel dibattito in aula, si è espresso a favore. Non hanno invece partecipato al voto i due civici di Insieme Bologna.
Sono in tutto cinque i regolamenti comunali modificati in modo da limitare la concessione di spazi pubblici a formazioni neofasciste e impedire la vendita in mercati e fiere di oggetti “riferiti al Partito fascista” se realizzati in periodi successivi al ventennio. Chi farà richiesta di spazi pubblici, dovrà firmare una dichiarazione con la quale si impegna al rispetto della disposizione transitoria della Costituzione, della legge Scelba e della legge Mancino. Chi si troverà a disattendere il divieto andrà incontro alla decadenza della concessione o, nel caso di vendita di gadget, alla confisca della merce.
Dura la reazione di Forza Italia e Lega che hanno votato contro la delibera e parlato di isteria antifascista. “Vi lasciamo blaterare di Costituzione e a fare queste modifiche inutili del regolamento – ha detto il capogruppo di Fi, Marco Lisei – non potrete fermare queste derive impedendo l’utilizzo delle sale. Vi lasciamo soffiare su fascismo e antifascismo, senza risolvere alcun problema”. Duro anche Umberto Bosco della Lega che ha invitato a “distinguere i fascisti veri da quelli che vi fa comodo demonizzare. Nulla aiuta il fascismo più di questa isteria antifascista che si consuma oggi”.
A rispondere alla destra l’assessore alla sicurezza di Bologna, Alberto Aitini. “Trovo difficile – ha detto Aitini – che non tutti siano d’accordo a votare questa delibera: Non si vuole limitare la libertà di espressione, che è sacra, purché nel rispetto della Costituzione. Questa delibera è un rafforzativo, diamo un messaggio chiaro anche rispetto alla storia del nostro Comune. E’ una cosa bella e importante, non carichiamola di troppe cose. Non stravolgiamola o utilizziamola per altri scopi”.
Il Pd ora si aspetta un giro di vite. Il capogruppo Claudio Mazzanti si augura infatti che “questi regolamenti vengano applicati nel modo più deciso e rigido possibile da parte dell’amministrazione. Non si può più aspettare né far finta di niente – ha detto Mazzanti – va messo un freno a queste derive fasciste”. Una decisione che “risponde al problema dell’intensificarsi della minaccia neofascista, di razzismo, xenofobia e sessismo in Italia e nel mondo”, ha aggiunto il dem Francesco Errani. Soddisfatta Coalizione civica, dal cui ordine del giorno presentato a luglio e approvato in dicembre, è scaturita la delibera di oggi. “Il fascismo non è morto – avverte Emily Clancy – e chi dice che il fascismo è finito con la morte di Mussolini, vada a parlare con le vittime del 2 agosto”.

 

Fonte: globalist.it

2018-03-30T06:53:59+00:00