Avvenimenti significativi della Resistenza modenese

//Avvenimenti significativi della Resistenza modenese

Nei periodi Dicembre 1943-Febbraio 1944 e Gennaio 1945-Febbraio 1945

17 dicembre 1943: sciopero alla FIAT Grandi Motori di Modena per ottenere l’indennità di 192 ore.
17 dicembre 1944: eccidio per rappresaglia sul greto del fiume Panaro a S. Cesario: 12 le vittime: Gabriella Degli Esposti, M.O.v.m., Sigialfredo Baraldi, Gaetano Grandi, Ettore Magni, Annibale Marinelli, Livio Orlandi, Roberto Pedretti, Dino Rosa, Lucio P. Tosi, Mario Tosi, Ezio Zagni, Riccardo Zagni.
19 dicembre 1944: partigiani modenesi, reggiani e mantovani partecipano all’assalto dei vari presidi fascisti e tedeschi del comune di Gonzaga. E’ una delle pochissime azioni coordinate tra formazioni di province diverse della Resistenza italiana. Durante l’azione rimane ucciso Alcide Garagnani Medaglia d’Oro al V.M.
20 dicembre 1943: iniziano le confische di aziende agricole quasi tutte di proprietà di ebrei. In poco meno di due mesi ne vengono confiscate 35 in tutta la provincia di Modena. 1 gennaio 1944: fucilazione al poligono di tiro a segno di Modena di due giovani partigiani di Montefiorino, Ultimo Martelli e Giancarlo Tincani, accusati dell’uccisione di un carabiniere durante uno scontro armato.
20 dicembre 1944: a Cortile di Carpi i fascisti uccidono tre partigiani in un’imboscata: Antonio Artioli, Bruno Benatti, Remo Ferretti.
23 dicembre 1943: a Gusciola di Montefiorino, mentre è in corso un’azione di rastrellamento per fermare dei renitenti alla leva, viene ucciso dai partigiani un carabiniere.
23 dicembre 1944: vengono trucidati 15 uomini e 2 donne tra partigiani e civili, rastrellati nei territori di Guiglia, Marano e Vignola e rinchiusi a villa Martuzzi. Solo a seguito di un pesante bombardamento nella zona fu svelato il luogo del massacro, avvenuto nelle adiacenze della villa: Clinio Amici, Marsilia Amici, Pietro Amici, Tilde Amici, Felice Bassini, Primo Biagi, Guglielmo Borghi, Ildebrando Cornacchi, Avito Magni, Nicola Nerbuti, Guido Calmieri, Giovanni Piani, Dario Piccioli, Alberto Pisanelli, Artemisio Uccellari, Elio Uccellari, Raimondo Uccellari.
25 dicembre 1944: in difesa delle posizioni precedentemente conquistate dalla Brigata “Costrignano”, durante il combattimento moriva Giovanni Sola, M.O.v.m.
26 dicembre 1944: a Sommocolonia (Lucca) durante un furioso combattimento contro i tedeschi, i quali il giorno di Natale avevano aperto una breccia nel fronte alleato, per recuperare le posizioni fecero fuoco per diverse ore, accerchiati, morirono con le armi in pugno i partigiani: Riccardo Caselli, Italo Casolari, Giacomo Minelli, Albano Venturelli.
28 dicembre 1943: fucilati al poligono di tiro di Reggio Emilia i sette fratelli Cervi e il soldato Quarto Camurri.
31 dicembre 1944: a Modena i GAP catturano un carro armato “tigre”, col quale riescono a colpire l’Accademia, sede del comando germanico.
1 gennaio 1945: assalto partigiano alla caserma della milizia fascista a Campogalliano.
3 gennaio 1945: vengono costituite le Sap della montagna.
3 gennaio 1945: fucilati per rappresaglia Antonio Montorsi e il figlio Franco a S.Venanzio di Maranello.
7 gennaio 1944: a Pavullo i partigiani danno l’assalto alla caserma dei carabinieri.
7 – 10 gennaio 1945: nel corso di una prolungata azione di rastrellamento nazifascista, le formazioni partigiane della montagna sostengono numerosi combattimenti. La consistenza delle forze e le azioni dei partigiani in pianura inducono i Comandi alleati ad effettuare lanci di munizioni e armi.
A seguito di questi rastrellamenti che comportavano duri scontri in diversi punti dell’Appennino, sul Monte S. Giulia trovò la morte il comandante Amelio Tassoni (M.O.v.m.) che per sganciare il reparto dallo scontro si mise alla mitragliatrice fino ad essere colpito a morte. Cadevano inoltre Vittorio Bergonzini e Arcadio Becchi.
8 gennaio 1945: durante un combattimento sul monte Penna in località Novellano –Montecreto – caddero 4 partigiani della Brigata “Italia montagna”: Gianfranco Busoni (M.A.v.m.), Attilio Capitani (M.B.v.m.), Vincenzo Rinaldi (M.B.v.m.), Stefano Zanni (M.A.v.m.).
9 gennaio 1945: durante un rastrellamento nella zona di Frassinoro – Montefiorino da parte di forze nazifasciste, uccisi 5 partigiani di diverse Brigate: Ernesto Boccaletti, Armando Camellini, Luigia Ferrari, Zelindo Ferrari, Giovanni Orsi.
11 gennaio 1945: in uno scontro armato a Saliceto Panaro di Modena, cadeva il comandante partigiano Sergio Storchi, Medaglia d’Argento al V.M.
14 gennaio 1944: sciopero alla FIAT Grandi Motori per ottenere un aumento salariale del 30%.
16 gennaio 1944: Sciopero all’Oci-FIAT, sempre per ottenere aumenti salariali.
16 gennaio 1945: lungo combattimento tra partigiani e tedeschi a Budrione –Carpi.
17 gennaio 1945: Consolini Ezio e Rebuttini Giuseppe vengono prelevati dall’Accademia Militare di Modena, condotti a Sassuolo, messi al muro del cimitero dello stesso comune e fucilati per rappresaglia.
18 gennaio 1945: il comando della Brigata “Matteotti” costituitasi nell’inverno nei dintorni di Zocca, chiede di entrare in collegamento con la Divisione “Modena”.
21 gennaio 1944: nella battaglia di Riccovolto – Frassinoro cade il partigiano Gianbattista Luigi Stefani della Brigata “Barbolini”.
22 gennaio 1944: Gli Alleati sbarcano ad Anzio, nel tentativo di aggirare la linea Gustav e di arrivare a Roma.
25 gennaio 1945: muore suicida in carcere a S. Giovanni in Persiceto, nel timore di non resistere alle torture, il partigiano di Castelfranco E., Duilio Guizzardi. Nello stesso giorno, dopo ignobili torture all’Accademia di Modena, vengono fucilati dai tedeschi a Ciano d’Enza i partigiani modenesi Luciano Gibertini, Aronne Simonini (M.A.v.m.) e Giorgio Trenti.
26 gennaio 1944: muore in Francia, ucciso dai tedeschi nel campo di Saouge, il giovane di Riolunato Werter Saielli, antifascista colà emigrato per lavoro. Il fratello Trodisio seguirà la stessa sorte in agosto, riconosciuti partigiani all’estero.
26 gennaio 1945: vengono trucidati dai fascisti per rappresaglia, alla curva Cattania a Quartirolo di Carpi, 32 inermi cittadini. Per 17 di essi non si è mai potuta accertare l’identità, gli altri sono: Emilio Baldini, Vittorio Bellini, Giorgio Bortolamasi (M.A.v.m.), Arrigo Cocchi, Sante Di Liberto, Franco Erveta, Gino Ferrarini, Selvino Gualdi, Renato Losi, Sergio Manicardi, Maselli Ildebrando, Otello Olivi, Antonio Poggioli, Sergio Zoppiano, Ovidio William Zagni.
27 gennaio 1944: Zosimo Marinelli antifascista convinto e tenace, fu oggetto, assieme alla famiglia, di continue persecuzioni costringendolo ad allontanare la moglie e quattro figli, per potere continuare la sua azione partigiana. I fascisti catturarono la moglie per obbligarlo a consegnarsi. Portato nelle carceri di Bologna venne fucilato assieme ad altri 7 patrioti bolognesi, per rappresaglia dopo l’uccisione del federale bolognese Facchini.
27 gennaio 1945: a Cavezzo, Modena, 3 partigiani impegnati in una missione difficile, catturati nel conflitto a fuoco e poi impiccati: Ermes Saltini (M.A.v.m.), Enzo Pavan ed Elio Somacol (M.A.v.m.).
28 gennaio 1944: congresso dei Comitati di liberazione nazionale a Bari. Il dibattito si incentra soprattutto sulla questione istituzionale. Viene approvato un ordine del giorno che chiede l’abdicazione di Vittorio Emanuele III, la costituzione di un governo rappresentativo di tutte le forze antifasciste e, infine, la convocazione di una assemblea costituente dopo la fine della guerra.
28 gennaio 1945: ad opera di un reparto di mongoli aggregati alle SS tedesche, vengono assassinati in via Carducci a Carpi, sei persone abitanti nella stessa casa, di cui 5 donne: Domenica Gatti, Virginia Morandi, Maria Poli, Anna Maria Sacchi, Cita Vincenzo, e un uomo: Secondo Martinelli.
29 gennaio 1945: a Gargallo, Modena, ucciso durante uno scontro con forze nemiche il partigiano Ones Chiletti (M.A.v.m.).
31 gennaio 1944: il CLN di Milano si trasforma in CLN Alta Italia ed assume la direzione politica e militare della Resistenza.
Febbraio 1944: il Partito d’azione e i socialisti riuniscono le proprie formazioni nelle Brigate Giustizia e Libertà e nelle Brigate Matteotti.
8 febbraio 1945: bloccato dalle Sap della montagna un tentativo di penetrazione tedesca a S.Giulia e Gombola.
10 febbraio 1945: 29 giovani castelfranchesi vengono fucilati nelle “fosse di S. Ruffillo” a Bologna: Artedoro Albertini, i fratelli Enea e Guido Baraldi, Ernesto Bottazzi, Gaetano Campagnoli, Angiolino Carini, i fratelli Amedeo e Orfeo Cavazza, Renato Guizzardi, Guerrino Maccaferri, Daino Manfredi, Andrea Moscardini, i fratelli Luigi e Renato Nanni, Guido Negrini, Marino Ragazzi, i fratelli Rolando e Romano Ravaldi, Giuseppe Rinaldi, Annibale Roveri, i fratelli Ennio e Giovanni Turrini, Francesco Venturi, i fratelli Aimone e Renato Veronesi, Mauro Zanerini, Augusto Zanotti, i fratelli Renzo e Riniero Zuffi.
Altri 7 subiranno la stessa sorte il 2 marzo successivo: Enrica Bazzani, Otello Bergonzini, Aldo Guido Dondi, Dante Ferrarini, Floriano Manfredini, Renzo Sola, Gilberto Tacconi.
12 febbraio 1945: aspro combattimento a Budrione (Carpi) nel corso del quale cade Angelo Cavalletti comandante partigiano Medaglia d’Argento al V.M. e due civili: Maria Guandalini Pavarotti e Lino Bassoli.
13 febbraio 1945: a Pratomavore a Vignola vennero impiccati per rappresaglia 8 partigiani. Ne venne imposta la esposizione per due giorni per terrorizzare la popolazione. Essi sono: Lino Bertarini, Giovanni Camminati, Italo Donini, Danilo Grana, Omero Lancellotti (M.A.v.m.), Menotti Nicoletti, Franco Nasi (M.A. v.m.), Secondo Venturi.
14 febbraio 1944: primo bombardamento alleato su Modena che provoca 91 morti.
14 febbraio 1945: il comando tedesco di Carpi, ha emanato, per paura di incursioni partigiane, disposizioni che vietano a tutti i cittadini di utilizzare le biciclette, di indossare mantelli e giacche a vento e, persino, di tenere le mani in tasca!
15 febbraio 1945: fucilazione per rappresaglia a Fiorano di cinque giovani partigiani prelevati dalle carceri di S.Eufemia di Modena: Filippo Bedini, Raimondo Della Costa, Tauro Gherardini, Giuseppe Malaguti, Rubens Riccò.
Attaccati di sorpresa, dai partigiani, quattro centri sulla via Giardini: Serramazzoni, Sela, Rio Torto e Ligorzano: Ne segue un rastrellamento tedesco nella zona.
18 febbraio 1944: partigiani modenesi e reggiani prelevano il grano dall’ammasso di Morsiano.
La Rsi istituisce la pena di morte per i renitenti alla leva.
20 febbraio 1944: viene disarmato il presidio fascista di Frassinoro e vuotato l’ammasso del grano, che viene distribuito alla popolazione.
22 febbraio 1944: Arturo Anderlini famoso ottico di Modena e Alfonso Paltrinieri di S. Felice sono catturati con le loro famiglie negli ultimi giorni di gennaio, processati per avere dato ospitalità a militari alleati fuggiti dai campi di prigionia vengono fucilati al poligono di tiro a segno della Sacca di Modena, la moglie di Paltrinieri condannata a 28 anni di carcere.
22 febbraio 1944: per avere dato ospitalità a prigionieri evasi dal campo di Fossoli, moriva in carcere, dopo atroci torture, Fortunato Cavazzoni di Nonantola.
22 febbraio 1945: cinque giovani partigiani vengono impiccati per rappresaglia agli alberi del viale della circonvallazione di Mirandola: Darfo Dallai, Cesare Degani, Aristide Ricci, Remo Ricci, Giorgio Ruggeri.
23 – 25 febbraio 1945: fucilazione presso il cimitero di Concordia di tre giovani partigiani per l’assalto alla caserma Pappalardo di Concordia: Danilo Borellini, Migliorino Frati, Realino Silvestri.
27 febbraio 1945: tentativo di rastrellamento a Fabbrico. Partigiani reggiani e carpigiani intervengono per impedire la fucilazione di 20 ostaggi. Ne segue una battaglia tra le più importanti della bassa reggiana.
29 febbraio 1944: attentati organizzati dai gappisti colpiscono un locale frequentato da tedeschi e fascisti, la gendarmeria e la centrale elettrica di Modena.
A Carpi vengono arrestati due partigiani: Alfeo Meschiari e Oreste Saetti, mentre collocano una bomba al caffè del teatro, noto ritrovo di fascisti, poi fucilati a Bologna l’11 giugno 1944.

 

2017-09-25T00:26:14+00:00