Lapidi della Piazza d’Armi

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Lapidi della Piazza d’Armi 2017-11-19T08:38:41+00:00

 Il quarantesimo anniversario della Liberazione trasforma il cancello d’ingresso al Parco Novi Sad di via Molza e via Bono da Nonantola nel luogo della memoria di tutti i fucilati della Piazza d’Armi. Il Comitato per le celebrazioni e l’Amministrazione municipale spostano le lapidi che si trovano in vari punti del perimetro dell’ippodromo in una sola parete e la dedicano ai partigiani caduti sotto i colpi dei plotoni d’esecuzione nazi-fascisti «per rinnovato ricordo e impegno antifascista della città». Nell’immediato dopoguerra le tre epigrafi sono state collocate nei luoghi esatti in cui sono avvenute le uccisioni, ma una massiccia risistemazione dell’ex-ippodromo, il degrado del tempo e la speranza di preservare i moniti delle vicende più tragiche della Resistenza inducono le istituzioni a restaurare i marmi e a sganciarli dai contesti originari. Negli anni del fascismo il complesso della Piazza d’Armi era utilizzato come ippodromo e costituiva uno spazio “polifunzionale” da adibire a manifestazioni di carattere militare, ginnico o celebrativo; questo luogo rientrava nell’area che la ‘città fascista’ destinava alla ‘mens sana in corpore sano’ insieme alle piscine Dogali e allo stadio Cesare Marzaglia – oggi dedicato ad Alberto Braglia -, costruiti per rispondere alle richieste di educazione fisica della nazione del regime.

CIPPI PARTIGIANI