Le sequenze dell’agonia di un Paese

//Le sequenze dell’agonia di un Paese

guerra24 luglio 1943
Alle 17 del 24 luglio 1943 comincia l’ultima riunione del Gran Consiglio del fascismo: un organismo di cui Mussolini ha sempre disposto a piacimento e che sta per decretare la fine di 20 anni di regime. Dino Grandi, l’autore di un ordine del giorno fortemente critico verso Mussolini, accusa il duce di aver portato l’Italia alla sconfitta e di aver creato una frattura insanabile tra gli italiani e il fascismo. Ciano, il genero di Mussolini, si schiera con Grandi. La discussione, molto tesa, si protrae nella notte.

25 luglio 1943
La caduta di Mussolini
La fine del fascismo è decretata: Mussolini è messo in minoranza. Il Gran Consiglio ha provocato la caduta del regime.

Fin dalle prime ore del mattino cominciano le trattative per la creazione di un nuovo esecutivo; alle 7 il re è informato dell’andamento della seduta; alle 9 viene conferito al maresciallo Badoglio l’incarico di formare un nuovo governo di «funzionari»; alle 12 viene emanato l’ordine d’arresto per Mussolini, che verrà eseguito alle 17,30, dopo che il sovrano avrà confermato all’ormai ex duce la sua amicizia; solo alle 19 arriva al quartier generale di Hitler la notizia ufficiale delle dimissioni di Mussolini: immediatamente i generali nazisti passano a valutare la possibilità di un occupazione militare dell’Italia.

26 luglio 1943
La notizia delle dimissioni di Mussolini è ormai di pubblico dominio: per tutta la giornata si susseguono manifestazioni per celebrare la fine del regime, peraltro duramente represse dalla polizia su ordine del nuovo governo. Badoglio dispone inoltre la liberazione dei detenuti politici, ma non l’abolizione delle leggi razziali. Si intensifica la ricostruzione delle formazioni politiche antifasciste. Hitler ordina l’immediato invio in Italia di reparti speciali.

27 luglio 1943
Il governo Badoglio decreta lo scioglimento del Partito nazionale fascista e la soppressione del Gran Consiglio.
Mentre Mussolini, in stato di arresto, viene avviato verso l’isola di Ponza, la prima delle quattro «residenze» che lo ospiteranno fino al momento della sua liberazione, da parte di un commando nazista, il 12 settembre.

28 luglio 1943
Mentre Hitler rifiuta la richiesta di un incontro inoltrata dal re e da Badoglio, Mussolini arriva a Ponza. L’esecutivo intanto conferma la censura preventiva sulla stampa, cosicché le testate apertamente antifasciste devono continuare a vivere nella clandestinità. Le forze dell’ordine sparano sugli operai che manifestano per reclamare la fine della guerra.
Le direttive del governo italiano sono di reprimere con la forza ogni manifestazione di piazza.

30 luglio 1943
Avviati i contatti con le forze alleate per trattare la resa
Il capo di Stato maggiore Ambrosio sostiene la necessità di rompere immediatamente l’alleanza con i tedeschi; il ministro degli Esteri Guariglia già da due giorni ha avviato contatti con gli Alleati. La diplomazia angloamericana intende mantenersi ferma sulla richiesta di “resa incondizionata” da parte dell’Italia.

31 luglio 1943
I partiti dell’opposizione invitano i lavoratori a non proseguire con le astensioni dal lavoro, mentre un decreto del nuovo esecutivo impone ai sindacati, che si stanno riorganizzando, di sottoporre la propria attività alle disposizioni dei prefetti. Reparti tedeschi affluiscono in Italia senza sosta.

1 Agosto 1943
Mentre la 1° e 9° divisione americana e la 15° divisione corazzata tedesca si affrontano in sanguinosi scontri presso Troina, in Sicilia, l’opinione pubblica e la stampa sono ancora divise di fronte ai mutamenti che si susseguono dopo la caduta di Mussolini.

2 Agosto 1943
Il governo Badoglio cerca di stabilire contatti con gli Alleati per valutare la possibilità di giungere alla stipula di un armistizio. Intanto cresce il malcontento popolare per una pace che, nonostante la caduta di Mussolini, tarda ad arrivare.

3 Agosto 1943
Continua l’avanzata degli angloamericani in Sicilia. Le opposizioni antifasciste, i cui protagonisti cominciano a uscire dalla clandestinità, chiedono al governo Badoglio la cessazione del conflitto e, in particolare i comunisti, cercano di unire e mobilitare i lavoratori e l’esercito.

4 Agosto 1943
L’Italia è sempre più un campo di battaglia: la Sicilia è teatro di durissimi scontri. Si intensificano i bombardamenti alleati sulle principali città, mentre affluiscono in Alto Adige numerose divisioni tedesche.

5 Agosto 1943
Le truppe tedesche si ritirano da Catania, che viene occupata dal 13° corpo d’armata britannico: la popolazione della città, stremata e affamata, accoglie con acclamazioni l’arrivo dei militari alleati. I rappresentanti angloamericani si mantengono cauti rispetto agli approcci della diplomazia italiana.

6 Agosto 1943
In un clima di reciproca sfiducia s’incontrano a Tarvisio i ministri degli Esteri e i comandanti delle forze armate di Italia e Germania: al termine dei tesi colloqui gli italiani non possono fare altro che ribadire la fedeltà all’allenza con il Reich. Il Minculpop riafferma il proprio controllo sulla stampa nazionale con una serie di norme restrittive della libertà delle imprese editoriali.

17 Agosto 1943
Si conclude la campagna di Sicilia con la vittoria degli Alleati, ma i tedeschi riescono a salvare il grosso delle loro forze attraversando lo stretto di Messina e riparando in Calabria; le truppe del Reich si ridistribuiscono tra Nord e Sud Italia per controllare impianti industriali e vie di comunicazione. Al Nord si diffondono agitazioni operaie contro la guerra e il caro viveri.

1 settembre 1943
Il generale Castellano riferisce le richieste degli Alleati; il re decide di accettare l’armistizio. Castellano riparte immediatamente per la Sicilia per firmare. Intanto i vertici militari italiani completano la “Memoria 44 OP” nella quale si danno le disposizioni per fronteggiare i tedeschi. Riprendono gli scioperi e le manifestazioni di protesta in tutta Italia. Sono ricostituite nelle fabbriche le commissioni interne.

2 settembre 1943
Mentre il re e i generali si preparano alla fuga, il Comitato delle opposizioni auspica che l’Italia si schieri apertamente contro i tedeschi: comunisti, socialisti e azionisti chiedono la distribuzione delle armi alla popolazione e un nuovo governo antifascista.

3 settembre 1943
Firmata la resa, si tenta di perfezionare la collaborazione tra esercito italiano e forze alleate: il nodo riguarda soprattutto l’operazione “Giant II”, ossia l’atterraggio dell’82° divisione aviotrasportata attorno a Roma.

8 settembre 1943
Inizia la guerra di Liberazione
I tedeschi si apprestano a occupare il territorio italiano denunciando il tradimento. Con loro, fino all’ultimo, il governo nega di essersi arreso agli Alleati. Gli antifascisti si preparano alla resistenza armata: ricevono dal governo armi che tuttavia la polizia sequestrerà poco dopo. Il re, dopo aver addirittura pensato di ritrattare l’armistizio, finalmente decide di procedere, ma solo alle 19,42 Badoglio dà l’annuncio ufficiale al paese: la guerra fascista è finita, ma ne comincia un’altra, la guerra di liberazio

2017-09-25T00:26:18+00:00