Luglio 1944 2017-09-25T00:25:52+00:00

luglio 1944
Nascono in pianura le prime Squadre di azione patriottica (SAP), che alla fine di agosto saranno raggruppate sotto un comando provinciale.

1 luglio 1944, sabato
Il partito fascista repubblicano si trasforma in organizzazione militare, nascono le brigate nere. A Modena viene costituita la brigata nera “Mirko Pistoni”. A Bologna Franz Pagliani costituisce la brigata mobile !Pappalardo”, che opererò anche nella bassa modenese.

4 luglio 1944, martedì
I Gap della zona di Carpi procedono al ritiro delle cinghie delle trebbiatrici, inizia in tutta la provincia la lotta contro la trebbiatura del grano, per evitarne la requisizione da parte dei tedeschi, momento centrale della Resistenza in pianura. L’intreccio tra la lotta e le richieste di modifica dei patti agrari porta all’adesione di massa della popolazione contadina alla Resistenza. I partigiani possono contare in pianura su una fitta rete di recapiti, basi, rifugi.
Nello stesso giorno a Bologna fucilazione di 10 partigiani per rappresaglia, cinque sono di Modena: Giuseppe Balocchi, Danilo Barca, Paolo Bononcini, Luigi Labanti, Cesare Palmini.

5 luglio 1944, mercoledì
Piandelagotti fu assalita e in parte incendiata dai tedeschi. Tuttavia gli stessi tedeschi furono sconfitti grazie anche all’intervento del Battaglione russo. In quella occasione rimasero uccisi Attilio Orlandini ed Evangelista Rovatti. I tedeschi catturarono il comandante partigiano capitano Enzo Feliciani e Don Elio Monari (M.O.v.m.), fucilati alle Cascine (FI) il 23 luglio 1944.

9 luglio 1944, domenica
A Montese i fascisti catturano, torturano brutalmente e infine uccidono tre disertori: Telesforo Biolchini, Mario Covili, Mario Facci.

10 luglio 1944, lunedì
Sono caduti Corrado Genasi, in uno scontro armato a Piandelagotti, Francesco Giorni e Pietro Maletti fucilati a Bologna.

11 luglio 1944. martedì
Eccidio della famiglia Piccinini di Nonantola: il padre Ernesto ed i figli Ettore e Bruno.

Sopra: Macerie nella periferia di Modena
Sotto: Torre di guardia del campo di smistamento di Fossoli (Carpi)

12 luglio 1944, mercoledì
67 prigionieri del Campo di concentramento di Fossoli sono fucilati nel tiro a segno di Cibeno di Carpi. La strage fu compiuta presumibilmente nel tentativo di stroncare la resistenza interna al campo e anche l’organizzazione della lotta Partigiana in tutto il Nord Italia.

13 luglio 1944, giovedì
A Piandelagotti, Comune di Frassinoro, durante una battaglia sono caduti i partigiani Giuseppe Bernardi e Vito Rodo della Brigata A. Corsini.
Nello stesso giorno manifestazione popolare per ottenere la distribuzione di generi alimentari a Modena.

13-17 luglio 1944
Con l’inasprirsi della repressione dei nazifascisti, si moltiplicano gli scontri nei quali perdono la vita i partigiani Ettore Benedetti, durante uno scontro a Modena; Orlando Ninnoli a Dignatica di Prignano in un combattimento.
Mauro Capitani (M.B.v.m.) fucilato a Modena in via Albareto il giorno 16; Gervasio Marchetti e Francesco Pasquesi, ammazzati a Pievepelago il 16, nel corso di un rastrellamento; Giuseppe Fortuzzi a Monfestino il giorno 17, nel corso di uno scontro armato in località Varana; Umberto Bonetti fucilato a Spilamberto dai fascisti.

15 luglio 1944, sabato
I partigiani di Montefiorino respingono un patto proposto dai tedeschi, che prevede il rispetto della zona partigiana in cambio della cessazione di attività militari contro le linee di comunicazione.

18 luglio 1944, sabato
Rappresaglia di Ciano di Zocca effettuata dalla banda fascista Zanarini, con l’impiccagione di 20 cittadini e partigiani: Amilcare Aureli, Silvio Balestri, i fratelli Giuseppe, Pietro e Raffaele Balugani, Walter Degno, Lino Bononcini, Ferriero Colzi, Leopoldo Gelli, Umberto Gherardi, Ezio Lolli, Massimo Nobili, Remo Odorici, Giuseppe Pedretti, i fratelli Pierluigi e Silvio Poggi, Ivo Sassi, Giuseppe Teggi, Eraldo Deodori, Timoleone Tonioni.

Sopra: Disposizioni del Comando Tedesco
Sotto: Manifesto di propaganda nazifascista

20 luglio 1944, giovedì
A Modena le SS fucilano due partigiani rastrellati giorni prima: Luigi Pini e Angelo Valente. Sono in realtà due agenti di polizia che collaborano con i partigiani.

22 luglio 1944, sabato
Sciopero dei trebbiatori di Portile. In questi giorni sono segnalate manifestazioni popolari a Castelfranco Emilia e in altre località del modenese.

25 luglio 1944, martedì
Combattimento tra tedeschi e partigiani al Passo delle Cento Croci. Cade il comandante di battaglione Celeste Guidoboni.

25-30 luglio 1944
Si apre il periodo del grande scontro culminato con la battaglia contro la Repubblica di Montefiorino. I tedeschi fanno confluire ingenti forze nella nostra provincia, anche in previsione che il fronte alleato superi gli Appennini. Tutto ciò comporta il moltiplicarsi degli scontri con i partigiani. In diverse circostanze cadonro i seguenti partigiani: Vittorio Porta (deceduto all’ospedale di Concordia per le ferite riportate) Edmondo Sacchetti, catturato e fucilato a Toano (RE) il 25 luglio; Orlando Cassanelli catturato ed ucciso a Guiglia il 28; Ricciotti Mannini caduto a Veggia il 29; Arrigo Benedetti caduto a Modena il 30; Egidio Servi fucilato a Pievepelago il 30; Ennio Parmeggiani fucilato a Modena il 30, per avere aiutato i partigiani.

26 luglio 1944, mercoledì
Al ponte del Pescale (Prignano) muore il partigiano Giorgio Rustichelli della Brigata “Costrignano”.

29 luglio 1944, sabato
La Repubblica di Montefiorino viene attaccata da reparti di artiglie ria e mezzi corazzati tedeschi. Nonostante l’ordine di “filtrare” nello schieramento nemico e di sganciarsi, alcune formazioni locali continuano ad opporre unÕostinata difesa per 4/5 giorni. In questa azione cadono: Romeo Capellini e Leandro Ferrari a Montefiorino; Giancarlo Fritelli a Carpiteti (RE); Alfonso Nocetti a La Gatta (RE). Dopo il rastrellamento le forze partigiane si riorganizzano, nasce cos” la Divisione “Modena”, per un totale di circa 2.000 uomini.

30 luglio 1944, domenica
20 detenuti nel carcere di S. Eufemia di Modena vengono trucidati per rappresaglia dai fascisti in Piazza Grande. Tra questi, 9 erano partigiani: Geminiano Bisi (M.A.v.m.), il padre Giulio Bisi, Gino Borelli, Franco Garavini, Gino Giovetti, Antonio Martelli, Nansen Neri, Agostino Rapini e Renzo Volpi e gli altri 11 che si trovavano in carcere per diverse cause. A Modena tedeschi uccidono tre civili che non si fermano all’alt.

31 luglio 1944, lunedì
A seguito di un sabotaggio del giorno prima, vengono prelevati 5 partigiani precedentemente arrestati e detenuti nel “Forte Urbano” di Castelfranco E., e fucilati a Modena in località S. Lazzaro: Walter Atti, Ettore Ferrari, Riccardo Masseria, Carlo Monteverde, Adorno Rossi. I cadaveri furono lasciati esposti per due giorni sulla Via Emilia


Immagini dopo la rappresaglia