I perché di un calendario della memoria 1943 – 1945

//I perché di un calendario della memoria 1943 – 1945
I perché di un calendario della memoria 1943 – 1945 2015-02-15T22:30:50+00:00

Questo non è solo un elenco di avvenimenti, quelli più significativi, per dare conto dell’estesa mobilitazione politica sindacale antifascista, dell’attività giornaliera delle formazioni partigiane in montagna e in pianura e per sottolineare le nefandezze commesse dal fascismo asservito all’invasore nazista, ma vuole essere un invito ad approfondire lo studio utilizzando i diversi contributi che sulla Resistenza nella provincia di Modena gli storici ci hanno consegnato.

Come si noterà, scorrendo queste pagine, non si può parlare di Resistenza pensando alle sole azioni armate ma bensì ad un movimento di resistenza al fascismo e all’invasore tedesco sostenuto da forti motivazioni ideali. Anche i più giovani, che forse avevano scelto questa strada per non andare in guerra, via via sono stati conquistati dall’idea di poter vivere domani in una società giusta, dove la libertà sia un bene fondamentale, dove si possano esprimere le proprie idee senza incorrere in assurde persecuzioni; vivere in un Paese nel quale riprendano vita le Istituzioni democratiche e rappresentative: dai Comuni fino al Parlamento.

In altre parole impegno per costruire una Italia democratica, una democrazia dai tratti ideali e civili, scritti in una Carta Costituzionale decisa unitariamente dall’intera rappresentanza del popolo nel Parlamento.

Detto così oggi, dopo oltre 60 anni sembra una estrema semplificazione, ma è un modo semplice per esprimere l’alto significato che rappresenta quel periodo storico e per riaffermare che la democrazia, della quale godiamo oggi, affonda le sue radici nell’antifascismo che seppe essere lievito per la resistenza civile e armata contro la dittatura e contro l’alleanza tragica con il nazismo tedesco.
Questo calendario vuole parlare ai giovani e ricordare ai meno giovani. L’ambizione dell’Associazione Partigiani e Antifascisti è di suggerire un rinnovato impegno per conoscere la storia del ‘900, secolo pieno di avvenimenti tragici e di riscosse esaltanti. Il nuovo secolo che si apre all’insegna delle grandi scoperte scientifiche, tecnologiche e filosofiche, non può non fare tesoro di quanto, nel bene e nel male, è avvenuto nel ‘900.

La storia è vero non si ripete, ma se l’uomo e la donna, cittadini del mondo, non fanno tesoro delle esperienze passate rischiano di ripetere gli stessi errori e produrre orrori simili o peggiori di quelli del passato.

Per il Comitato Direttivo Provinciale dell’ANPI.

La Presidente
Aude Pacchioni